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Ezio Martuscelli mi ha cortesemente inviato una copia del  libro “La Cuginanza di Centola (1940-1955)”, scritto con la sorella Laura e la figlia Federica, chiedendomi un commento.

Considerato che l’accurata Premessa di Giuseppe Lupo, la complementare Prefazione di Giuseppe Gabriele, insieme alla Introduzione e alla commossa Postfazione degli Autori, coprono molti aspetti del libro, io mi limito alle brevi considerazioni che seguono, come mio contributo.

 

Nel libro dei Martuscelli rivive con nitidezza un mondo, di persone e luoghi, chiaramente amato. Rivive con la freschezza, la semplicità  il candore e l’ “ingenuità” con cui fu vissuto. Non ci sono nel narrato filtri storici o critici, affidati questi a postfazione e inserti, ma immediatezza e spontaneità di linguaggio e di contenuti.

Sembra un diario d’epoca, più che un diario dell’epoca, una cronaca in diretta, con persone e personaggi restituiti alla vita, ora. Riemerge la gioia delle amicizie, dei riti collettivi (in paese e in campagna : due entità all’epoca pressochè fuse insieme), l’intensità del vivere le stagioni,  la scoperta del mare  meraviglioso di Palinuro, le ore infinite del calcio negli spazi centolesi. Rivivono Odori e Sapori (con la maiuscola) di frantoio e di pane caldo, la scoperta delle calze di nylon, ma anche il dolore dei distacchi e delle perdite. Tutto si sovrappone alla Storia (di nuovo con la maiuscola), che si intravede in filigrana : 1944, 1948…

Tutti gli aspetti della vita, individuale e collettiva, rivivono con gli occhi dei giovani della borghesia centolese di allora. Mancano, naturalmente, dichiarate aspettative per il futuro, programmi di vita e affettività esplicite, perchè – come sempre – i giovani vivevano l’ubriacatura del presente, e l’intimità – allora – non si esibiva.

Non è, dunque, una ricostruzione, quella che il libro offre, tanto meno un saggio (a parte negli “inserti” citati). Il “cuore” del libro è la vita ri-vissuta in un adesso che non è “qui e ora” ma “lì e allora”. Vita contemporanea, come in un diario, si è detto. Diario che conserva anche episodi minori, episodi minimi : ma è la “cifra” di questo libro, la sua prospettiva.

A queste ultime considerazioni rivolgo, per chiudere, questi miei versi recenti che credo si adattino bene…

Filtro di memoria

Troppo fitte
le maglie
della mia memoria
Troppa sabbia
rimasta
tra
le schegge
d’ oro.

Ma
– forse –
la sabbia
è il vero/oro.