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LA DIFFUSIONE DEI SOPRANNOMI A CENTOLA:

un contributo interpretativo del fenomeno.

Tra le finalità del “Progetto Centola”, Associazione a sfondo culturale, costituitasi intorno al Prof. Ezio Martuscelli, Presidente  di detta organizzazione, vi è anche quella di comprendere tra le usanze locali, il corredo dei dati anagrafici col rispettivo “Soprannome” (Patronimico) di famiglia. L’esatta scrittura ortografica, grammaticale e tecnica dei dati anagrafici dei cittadini di un Paese, ci danno l’opportunità di riconoscere il grado e il ruolo d’appartenenza di quell’individuo all’interno della società. Patronimico invece ci fornisce l’appartenenza alla Famiglia. Il 41° vers. del V cap. Del Vangelo di Matteo, recita: “A chi ti chiede di fare un miglio tu fanne due”. Allora mi sono proposto di esaudire tale richiesta con un piccolo contributo raccogliendo notizie sul termine “Sopranome o Patronimico”.  

Nella vita di ogni giorno, non sempre i soli dati anagrafici sono sufficienti per una completa identificazione di una persona. Può accadere che due o più persone nate nello stesso luogo portino lo stesso nome e lo stesso cognome, con una data di nascita che si diversifica l’uno dall’altro per un tempo breve, per cui viene a crearsi una piccola difficoltà per aversi una completa e più l’immediata identificazione della persona mediante i soli dati anagrafici. Infatti sui documenti vengono descritti il colore degli occhi; l’altezza media; il colore dei capelli ed eventuali altri evidenti segni particolari. La “Civiltà Romanica”, contraddistingueva i componenti delle famiglie  patrizie, oltre che dal nome e dai dati anagrafici, anche dalla descrizione di piccoli difetti fisici visibili sul corpo, faceva risaltare un particolare carattere della persona da individuare, o citavano attitudini singolari svolte. Ad esempio pare che Cicerone avesse una sporgenza a forma di cecio molto visibile sulla testa; Scipione detto l’Africano perchè era nero di pelle; Settimio Severo, perchè aveva un cattivo carattere e molto severo, il poeta Publio Ovidio Nasone detto così perchè si ritrovava un naso molto pronunziato, etc. (Cfr. libri di testo di Storia dell’Antica Roma). Un’altra  similitudine può essere tratta dal canto omerico dell’Iliade, relativo al nome di Achille col padre Peleo. Lo stesso Omero chiama l’eroe greco “il Pelide Achille”.

Circa i dati identificativi di un “cittadino russo” è molto più semplice. Da un cittadino russo sono richiesti: il nome (imià), – il patronimico (otciestva)  – e il cognome (familia). Il Patronimico si forma col nome del padre + il suffisso (maschile: -ovic, -evic –ic o femminile:-ovna, -evna, -icna). Se il cognome di Ivan è Karamazov  (in“ov perchè maschile) e il nome del padre Vladimiro, allora a Ivan sono richiesti i dati come segue: (Nome) Ivan, (Patronimico) Vladimic, (Cognome o familiaKaramazov. Un secondo esempio relativo ad una donna. Se il cognome di Irene è Dobrovena e il padre padre ha il nome Ivan, allora ad questa cittadina russa sono richiesti i dati di riconoscimento come segue: Nome Irene, Patronimico Ivannovna   (in “vna” perchè femminile), Cognome o Familia Dobrovena. Dello scrittore Anton Pavlovic Cekov: il nome è Anton – il PatronimicoPavlovic –  e il cognome o Fmilia è Cekov. Dal patronimico deduciamo che il padre di Anton Cekov portava il nome Pavlov. (cfr. Julia Dobrovolskaja, IL RUSSO PER ITALIANI, corso pratico di Grammatica, L.Editrice. Cafoscarina p138).

Il termine attribuito alla persona che pone in risalto tali caratteristiche viene detto comunemente “Soprannome”. Questo termine traduce la parola “Patronimico”. È un Termine Grammaticale che deriva dal greco : pathr (pater) che significa padre e onoma (ònomè)  che significa nome.

In generale la  genealogia dà al nascituro il Patronimico e ne riconosce l’appartenenza alla famiglia. Col “Patronimico va considerato il termine “nomen matris” o “Matronimico”, termine simile a “Patronimico” quando scaturisce da una particolare azione  fatta dalla madre a favore del figlio.  Sottolineando che spesso questo termine è collegato a un’azione diretta compiuta della madre a favore dei figli: Infatti Teti, madre di Achille, tenne per il tallone il figlio quando lo immerse nelle acque ache per renderlo invulnerabile. Per questo fatto l’eroe viene soprannominato, da Omero anche Tetide.(cfr. Omero: Iliade).

A Centola il fenomeno dei “nomi al di sopra delle righe”, “sopprannomi” o “nomignoli” è molto diffuso. Se non fosse per l’uso nichilistico e irridente che spesso se ne fa potrebbero anch’essi essere tradotti col termine Patronomico o Matronimico. Figli  a due fratelli germani a volte li chiamiamo con due soprannomi diversi, non tanto per identificarli quanto per oziare e abbozzare qualche sorriso. Creando però confusione in chi proviene da altri paesi. Un unico capostipite (nonno), può definire un unico (Patronimico) se acquisito per la serietà del’ordine demografico.

 

Nicola Lamassa

Fu Giovan Giacomo e Serva Carmela